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Parrano

La famiglia Soldera dal 2006 ha iniziato a valorizzarne le eccellenze del territorio creando un progetto integrato. Il cuore della tenuta è il  Castello, che ospita un albergo boutique di charme senza eguali. Oltre al resort si trovano una SPA, o meglio la Salus Per Aquam, con tepidarum, calidarum, e frigidarum, con acqua termale. Un centro Benessere Estetico  ripristinato in un luogo millenario, pieno di storia e di fascino. Perché l’acqua e l’estetica sono parti integranti dell’obbiettivo primario: il benessere in tutti i sensi.
La famiglia Soldera risiede qui e dirige personalmente il master planning, le architetture, lo stile esterno ed interno della tenuta, utilizzando i migliori talenti per adempiere alla visione nel rispetto massimo del Genius Loci e della conservazione del paesaggio naturale. Perché a Parrano il tempo si è fermato, e lo skyline è quello di sempre, il silenzio e i profumi sono quelli di una natura incontaminata. Questo impegno assoluto al  Castello di Parrano assicura che i clienti saranno guidati sempre personalmente attraverso ogni loro progetto dalla famiglia Soldera, anche con le generazioni future.
Il progetto di valorizzazione del Principato di Parrano nasce con l’obbiettivo di valorizzare le fonti di acqua termale unite al contesto naturalistico e storico architettonico. Infatti l’antico feudo si caratterizza per aver conservato la struttura medioevale, intrinsecamente legata al castello, che lo domina e lo protegge da secoli, circondato di boschi, coltivazioni di viti, di olivi e di seminativi, tipiche della collina e del paesaggio umbro-toscano. L’ottica di integrazione funzionale, del progetto, è il vero punto di forza di questo disegno che si pone come uno dei grandi progetti di sviluppo integrato territoriale della Regione Umbria.
 


La Storia

L’antico feudo di Parrano conserva intatto il suo borgo arroccato intorno al castello di origine medioevale, ma la sua storia è molto più antica.
Importanti ritrovamenti preistorici risalgono al periodo Paleolitico superiore e all’Età del Bronzo. In epoca successiva poi sono ancora evidenti i segni dell’insediamento etrusco (recentemente sono stati ritrovati alcuni reperti del VI sec: A.C.) e romano. Nel IX sec. divenne feudo conteso e da allora conserva tutti i caratteri di quel Principato che ne ha condizionato la vita fin dalla sua nascita. In particolare per la sua posizione climatica e per le sue sorgenti, oltre che per la sicurezza dei ripari naturali, quali le gole e grotte profondissime, conosciute come le gole del Fosso di Parrano .

Per la sua ottima posizione è stato una postazione di guardia e di difesa. Il territorio, prevalentemente collinare, offre una grande quantità di caratteri morfologici e paesaggistici con il susseguirsi di altipiani e vallate incontaminate. Offre splendidi panorami e incantevoli tramonti. Appare come un gioiello architettonico incastonato nel verde dei boschi.

Nel periodo prima degli etruschi Parrano era abitato dai cavernicoli in grotte, all'interno dei boschi impenetrabili e tiepide gole del Fosso del Bagno o Forra di Parrano, presso l'omonimo borgo. Queste grotte, poi, furono utilizzate anche dai successori fino a quando ad un certo periodo del Medioevo la popoloazione, civilizzatosi, uscì dalle caverne e andò a costruire il castrum che chiamò “Parrani”, cioè, “vicino al fiume” o “oltre il fiume”, con riferimento al torrente del Bagno da dove provenivano, o al fiume Chiani.

I primi documenti che testimoniano la presenza dell’uomo a Parrano risalgono al Paleolitico Superiore (Civiltà Miolitica). In località Fosso del Bagno Minerale, si trova un canyon che l’acqua ha scavato nella collina nel suo scorrere millenario. Si sviluppa per circa un chilometro fra pareti di calcare di colore bluastro alte dai 15 ai 20 metri, mentre la larghezza, in certi punti, arriva a soli 70 centimetri. Lungo questa forra, nel fianco sinistro del fosso del Bagno Minerale, si aprono circa 20 grotte, molte delle quali in tempi remotissimi sono state abitate dall’uomo che ha lasciato all’interno di esse testimonianze della sua presenza, ed esse hanno restituito sicuramente i più antichi materiali di tutto il territorio orvietano(dal Paleolitico Superiore all’Età del Bronzo). Nel luglio 1932 il francese Gilbert Pineton dei conti di Chambrun, appassionato di speleologia, trovandosi a Parrano ospite del cognato principe Alessandro Edmondo Ruspoli, all’epoca proprietario del castello, le esplorò e le segnalò al professor Umberto Calzoni, direttore del Museo Archeologico di Perugia. Il Calzoni vi eseguì degli scavi sistematici, e vi rinvenne molti resti antropologici, abbondante materiale della più remota età della pietra, numerosi frammenti di terracotte del periodo pre-etrusco (Civiltà del Bronzo). I reperti rinvenuti furono portati al Museo Archeologico di Perugia dove sono tuttora conservati e testimoniano la presenza dell’uomo in questa parte dell’Umbria già da 28.000 anni. La scoperta di questa stazione paleontologica ebbe risonanza nazionale e fu ritenuta importantissima per i rarissimi ritrovamenti di vita paleolitica e per le terracotte, ma anche perché dimostrava l’esistenza di una civiltà appenninica anteriore a quella etrusca. Inoltre queste grotte, che si aprono su balze strapiombanti su un fiume, sono ritenute caverne sacre alle genti appenniniche.

Poco sotto alla Forra di Parrano, presso il greto del torrente (fosso del Bagno Minerale), sgorga una ricca sorgente di acqua minerale solfo magnesica alla temperatura di 29°C, da sempre usata per bagni termali di alta efficienza terapeutica. La forra calcarea del fosso del Bagno Minerale, con gli aspetti carsico-idrologici, archeologici, botanici e faunistici, costituisce un complesso “unicum” in Umbria ed è stata dichiarata di “importanza naturalistica”.

La zona collinare di Parrano fu abitata anche dagli Etruschi e dai Romani. Lo stesso “castrum” di Parrano fu costruito su precedenti rovine romane. Verso il Mille si moltiplicarono le case intorno ai castelli, sorsero i borghi, si abbatterono foreste e si crearono campi. Il primo documento storico, invece, che menziona Parrano risale al 1118 quando il vescovo di Orvieto lo concede in feudo ai conti Bulgarelli. Passata per via ereditaria ai Baglioni di Perugia, nel 1568 pervenne ai Marescotti di Vignanello che lo tennero fino al 1816 (abolizione dei feudi nello Stato della Chiesa) con il titolo, prima di conte di Parrano e poi di principe di Parrano. E’ ne 1733 che papa Clemente XII elevò la contea di Parrano in principato di Parrano.

La tenuta ed il castello, passati di proprietà dal principe Augusto Marescotti, sedimenta di volta in volta, l’indelebile impronta di chi ci ha vissuto, lasciato i ricordi, l’amore per questo luogo incredibilmente ancora intatto. Il castello, ha sedimentato di volta in volta, l’indelebile impronta di chi ci ha vissuto, lasciandone testimonianza, l’amore per questo luogo incredibilmente ancora intatto, non togliendo nulla della memoria di chi prima di lui ne era custode pro-tempore. Dando vita a quella sedimentazione di differenti epoche storiche, modi di vivere, espressioni di quel determinato tempo, passato ma ancora presente e vivo, che alla fine rendono caldo, accogliente e unico, il castello di Parrano. Mille anni di storia, conservati dall’amore di chi ci ha vissuto.

Salendo lo scalone principale del Castello ci si immerge subito nella storia: si sentono ancora gli zoccoli dei cavalli che salivano, si perché era fatto non per le persone ma per i cavalli. Il Papa veniva accompagnato dal Principe, fino ai piani nobili, seduto a cavallo. Infatti era il padrone di casa, perché il Principato di Parrano era un feudo dello lo Stato Pontificio.

Arrivati al piano nobile, salito lo scalone, la sensazione è di calore, è di vita, lontana dall’algidità museale a cui siamo troppo spesso abituati quando entriamo in luoghi simili. La storia si sente, eccome, ci si sente dentro alla storia, che è ancora presente. Si, perché ogni generazione ha apportato qualcosa di personale, legata a quel momento storico (e di anni ne sono passato più di mille), legata al gusto e al piacere di attorniarsi di quello che piace, come ancora facciamo noi quando abitiamo e mettiamo questo o quell’oggetto, solo perché ci piace, perché ci fa del bene, e non necessariamente perché deve piacere agli altri. Insomma è il calore di casa che ci avvolge, di mille anni di casa abitata.

Anche le camere ci sorprendono, perché sempre diverse, legate ad una persona, al suo gusto e alla sua storia. La camera della Torre Alta, in 5 livelli, raggiunge l’ultimo stringendo il passaggio verso sinistra, perché le armature non dovevano passare e le spade non essere usate in modo appropriato, per facilitare il compito di difesa, quella estrema, in cima alla torre. E il castello di Parrano ne ha viste di battaglie e come pochi ha lottato per difendere il territorio dello Stato Pontificio, sentinella della Valle del Chiani, la piana lungo il fiume Chiani, un tempo autostrada degli antichi che portava a Roma. Delicato e importante luogo strategico di difesa e di approvvigionamento.

Ma anche dalla camera del Papa, la sorpresa non finisce nello scoprire che dalla cappella di San Biagio si accede direttamente alla Chiesa. Sì, alla Chiesa del borgo, quella vissuta, frequentata, viva. Dove si stringono attorno al Parroco le anime dei parranesi, è un luogo che più di ogni altro colpisce chiunque. Da un inginocchiatoio che si affaccia all’altare, in modo discreto, salgono i profumi dell’incenso e i cori delle preghiere, ma anche la predica di Don Mario. Perché tutti vengono investiti della forte presenza della Chiesa, dello Stato Pontificio, di Dio. In tutto il castello non c’è luogo più emozionante.

Ma il castello non è solo luogo per la preghiera, mistico.

La storia ci ha tramandato la culture del benessere legata all’acqua, e parliamo di acqua termale, quella del Bagno Termale, della Forra Tremale di Parrano che scorre all’interno del Castello, tra le mura di pietra millenaria, nelle antiche cisterne d’acqua e nelle vasche antiche, l’acqua termale di una delle più belle SPA al mondo. Tepidarium, Calidarium e Frigidarium, si alternano per costruire dei percorsi unici, estremamente efficaci per il fisico: una vera esperienza emozionante per il copro e per la mente. Emozione e benessere, una sensazione che rimane, un’esperienza da non perdere. L’emozione della Salus Per Aquam è un’esperienza che va fatta almeno una volta sulla vita!

Nella lunga storia, Parrano, prima degli etruschi, era abitato dai cavernicoli in grotte, all'interno delle tiepide gole del Fosso del Bagno o Forra di Parrano, presso il borgo. Canyon spettacolari dalle pareti alte 60 - 70 m.
Il “bagno” (e i benefici derivanti dall’acqua) già esisteva, quindi, prima degli Etruschi ed era considerato un luogo sacro, per gli effetti benefici dell’acqua del “fosso del bagno minerale”. Una ricca sorgente di acqua minerale solfo-magnesica che sgorga e da sempre è usata per bagni termali di alta efficienza terapeutica.