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Il golf

In costruzione un 36 buche.

È prevista la realizzazione di un campo da golf con due percorsi di livello differente, per soddisfare sia i professionisti che i dilettanti. La caratteristica più qualificante del Golf di Parrano è nell’assoluta interdipendenza fra il progetto da realizzare e il sito nel quale l’intervento è collocato.

Oltre al campo di golf, il Piano prevede una  riserva venatoria e lo sviluppo di attività legate al cavallo e in particolare all’Eco Endurance Lifestyle; strutture sportive tutte legate alla natura, forti interventi sull’azienda agricola, con particolare riguardo allo sviluppo vitivinicolo ed olivicolo di alta qualità; la ristrutturazione del Castello e dei casali in esclusiva struttura turistico residenziale, un centro benessere, diffuso di alta qualità; lo sviluppo dell’area termale: motore dell’iniziativa del Borgo del Benessere.

La struttura centrale di gestione garantirà l’integrazione e la funzionalità delle strutture di servizio, in modo che le attività termali, sportive, salutistiche, congressuali, culturali, enogastronomiche e ambientali non costituiscano altrettanti isolati episodi, ma si fondano in un unico sistema. In quest’ottica il campo di golf, avrà due percorsi, il primo, in prossimità del casale di Bovorosso, insisterà su un’area complessiva di 120 ettari, ben più vasta di quanto strettamente necessario per il percorso. Le seconde 18 buche, lungo il Chiani, si snodano lungo il corso del fiume , tra piane e colline per un totale di 250 ettari.

L’ampiezza del terreno a disposizione è di fondamentale importanza per perseguire l’intento di integrare il campo di golf con l’insieme delle altre attività, intento che costituisce una delle premesse stesse su cui si deve basare la proposta di realizzare un percorso golfistico all’interno di un comprensorio di così elevato valore paesistico. Innanzitutto il campo di golf deve infatti essere considerato non quale episodio isolato, ma quale uno degli elementi di cui è costituita l’area, in connessione con gli altri impianti e le attrezzature ed in genere gli altri tipi di utilizzo, di cui farà parte integrale.

Fa anche parte delle suddette premesse la riflessione sul fatto che le finalità che ispirano il Piano, elemento fondamentale ed essenziale è la promozione delle attività compatibili con la conservazione delle risorse naturali, con particolare riferimento all’agricoltura e al turismo naturalistico ed alla tutela del paesaggio. In linea con le direttive europee in materia di conservazione ambientale, così da ottenere, ad impianto ultimato, una certificazione CEE per la qualità raggiunta.

La filosofia progettuale si basa sulla realizzazione di un percorso che non deve essere interpretato quale frattura all’interno del territorio, bensì quale uno dei suoi elementi costitutivi.

Per ottenere questo risultato, a parità di area effettivamente occupata dalle buche, si è tentato di estendere il più possibile la zona interessata dal campo di golf, in modo di non concentrarlo in un unico appezzamento, ma al contrario di consentire al percorso di estendersi nel territorio e di integrarsi con esso.

Andrà ad interessare una superficie quasi tripla, perché sarà circondato dal bosco - che costituirà una sorta di tessuto connettivo al suo intorno - lambirà la riserva di caccia, sarà attraversato da percorsi equestri, si inserirà in vigne ed uliveti. In tal modo sia il paesaggio che l’uso del territorio non subiranno, a causa del golf, fratture; ma al contrario, anzi grazie al campo di golf, sarà garantita la loro continuità. Il campo è inteso quale percorso all’interno dell’ambiente che lo ospita: chi giocherà a golf si sposterà lungo un tragitto che lo porterà a muoversi nel territorio, a camminare in vallate diverse tra loro, ad attraversare radure e boschi, vigne ed uliveti.

Considerata la vastità della superficie a disposizione si può ragionevolmente ipotizzare di destinare una sua ampia parte ad aree di naturalizzazione non interessate al gioco ne’ sottoposte ad alcun tipo di manutenzione, che, al fine del dell’ottenimento del miglior risultato possibile, dovranno essere collegate tra loro in modo di formare un unico insieme.

L’ipotesi di posizionare la club-house del percorso di Bovorosso in una radura all’interno del bosco che separa le aree destinate alle prime nove buche da quelle destinate alle seconde nove è indicativa degli intenti progettuali: il campo di golf verrà posizionato nelle aree più consone alla sua realizzazione, senza ricorrere ad alcuna forzatura, e sarà inserito nell’ambiente che lo ospita in modo che questo non subisca alterazioni. I vecchi casolari rurale e annessi della piana sul Chiani ospiteranno la club-house del secondo percorso.

Considerazioni analoghe valgono per quella parte di percorsi che sarà ricavata all’interno dell’uliveto e del vigneto, che il campo di golf attraverserà senza in alcun modo mutarne la fisionomia. La costruzione deve essere ispirata all’obbiettivo di creare, attraverso il campo di golf, meccanismi tesi alla conservazione dell’ambiente.

A parità di superficie di gioco, più è elevata la superficie complessiva del terreno sul quale è realizzato il percorso, maggiori sono le possibilità di armonizzare e integrare quest’ultimo nel contesto paesaggistico preesistente e di creare quindi un campo di golf ecocompatibile.

Le tecniche di progettazione da adottare devono tendere a privilegiare il contenimento delle aree oggetto di manutenzione, in modo che questa sia il più possibile limitata, ed insieme mirare alla massima riduzione di pratiche manutentive attraverso cure preventive e, come si è già visto, la realizzazione di un adeguato impianto di irrigazione e di un capillare sistema di drenaggi.

Il resto dell’area è lasciato per più della metà allo stato naturale - soprattutto bosco - e per poco meno della metà è inserito all’interno delle zone destinate ad attività agricole, rappresentate dall’uliveto e dalla vigna.

I dati sopra riportati, tratti dagli studi della Sezione Tappeti Erbosi della Scuola Nazionale del Golf della Federazione Italiana Golf, dicono che, all’interno dell’area considerata, le superfici ad altissima o alta intensità manutentiva non raggiungono il 2, 2% del totale; quelle soggette ad un livello manutentivo medio superano di poco l’11%; ed infine le superfici a medio bassa e bassissima manutenzione si attestano intorno al 19%. La manutenzione è invece nulla per il 35% dell’area; mentre quella delle aree inserite nelle zone agricole non subisce variazioni a causa del golf ed è per intero assimilata alla manutenzione propria delle singole attività. La filosofia di progetto del golf di Parrano è basata sul riconoscimento e la valorizzazione delle condizioni ambientali e paesaggistiche di particolare pregio in cui il campo è ospite.